
CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Lucca
DOMENICA 7 SETTEMBRE 2025
Monte Spigolino con la TAM
CONTESTO DELL’ESCURSIONE
I monti Spigolino (m 1827) e Cupolino (m 1853) si trovano al confine tra le province di Pistoia e Modena e sono inseriti nel Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese.
Il nome Spigolino deriva dalla forma triangolare della sua cima, che si staglia elegante tra il Passo Arcana ed il lago Scaffaiolo. Il nome Cupolino, di contro, per la sua forma rotondeggiante.
I monti Spigolino e Cupolino sono inseriti nella ZSC (Zona Speciale di Conservazione) “Monte Spigolino – Monte Gennaio” .
Una zona speciale di conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione europea, è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui devono essere applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie animali per cui il sito è stato designato dalla Commissione europea.
In particolare la zona in cui sono inseriti i monti Spigolino e Cupolino è caratterizzata per la presenza di numerose specie animali e vegetali di grande importanza, quali il lupo, il tritone alpestre, e tra le specie vegetali, l’aquilegia alpina.
Il percorso si svilupperà quindi in un ambiente unico e delicato. Durante l’escursione l’Operatore Regionale di Tutela Ambiente Montano della sezione di Lucca (ORTAM) Aldo Bellora illustrerà le problematiche ambientali conseguenti al progetto di funivia Doganaccia – Lago Scaffaiolo e più in generale la posizione del CAI sugli impianti di risalita.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Il percorso che proponiamo è un anello escursionistico ben segnalato, privo di particolari difficoltà tecniche, che si snoda principalmente su di un sentiero di cresta molto panoramico.
L’escursione parte dalla località Doganaccia (m 1553), nel comune di San Marcello Piteglio. Percorrendo il sentiero CAI n. 6 si arriva al Passo della Croce Arcana (m 1670).
Il passo della Croce Arcana si trova su di una sella esistente tra il Monte Spigolino, a sud-est, ed il crinale a nord-ovest che, attraverso cima Tauffi, giunge al monte Libro Aperto e al monte Cimone. La zona del passo è caratterizzata da brughiere di alta quota, da vaccinieti, da conifere striscianti e rocce affioranti; il panorama che vi si ammira è a 360 gradi: va da tutta la valle della Lima alle cime più elevate dell’Appennino tosco-emiliano, alle vallate del pistoiese, del modenese e del bolognese; quando è sereno in lontananza si scorgono le vette delle Alpi Apuane e le Alpi.
Il passo è noto per essere uno dei luoghi più ventosi d’Italia, tanto che vi si sono registrati numerosi record, tra cui l’ultimo nel 2020 con raffiche fino a 270 km/h.
Il passo dell’Alpe alla Croce, come veniva chiamato nei secoli passati il valico della Croce Arcana, era assai frequentato fino dal basso Medioevo per transitare dalla Toscana alla pianura Padana e viceversa, anche se in misura minore della parallela via Francigena, che valicava l’Appennino settentrionale più ad ovest. Oggi vi è un monumento alla memoria dei fatti della seconda guerra mondiale.
Durante la guerra di liberazione, infatti, i monti del crinale tosco-emiliano hanno rappresentato per le formazioni partigiane il terreno ideale in cui crescere e maturare, potendo spostarsi liberamente da una provincia all’altra attraverso i passi appenninici. Questa zona, punto di congiungimento tra le tre province emiliane e toscane di Bologna, Modena e Pistoia, è stata teatro di importanti eventi durante la Seconda guerra mondiale.
Giunti al passo della Croce Arcana intercetteremo il sentiero n. 00 che, seguendo un percorso di cresta, circa ci porterà sulla cima del monte Spigolino (m 1827).
Dalla croce di vetta si gode di uno straordinario panorama che contempla non solo le circostanti valli del Dardagna, dell’Ospitale e della Lima, ma anche tutte le cime del crinale appenninico in ogni direzione.
Dopo una breve pausa alla croce di vetta, proseguendo il sentiero n. 00 di crinale, scendiamo verso il passo della Calanca. Sempre seguendo il sentiero di cresta n. 00 (con continui affacci sulla valle della Lima) si comincia ad affrontare la salita alla seconda vetta della nostra escursione, il monte Cupolino (m 1853).
Durante l’avvicinamento e l’ascesa, aspra ma breve, si ammira già la grazia e l’incanto del lago Scaffaiolo e del Rifugio Duca degli Abruzzi, dove poi sosteremo per il pranzo.
Una volta saliti in vetta si gode di un meraviglioso affaccio sul lago Scaffaiolo, sulla valle della Lima e del Dardagna.
La discesa ci porta infine al passo dei Tre Termini (m 1780), così chiamato perché in passato punto di confine tra Modena, Bologna e la Toscana (Pistoia).
Il cippo di Termine, detto Termine Triplice, venne collocato il 17 agosto 1764, poi rettificato nel 1783 ed infine nel 1791.
Dal passo dei Tre Termini, attraverso il sentiero E1, si torna indietro, andando a formare l’anello escursionistico, tagliando il fianco nord del Cupolino e, attraversando prati ricchi di mirtilli e lamponi, arriviamo al Rifugio Duca degli Abruzzi che si affaccia sul lago Scaffaiolo (1794 m) dove ci fermeremo per il pranzo.
A differenza di altri laghi dell’Appennino Tosco-Emiliano, il lago Scaffaiolo non è un lago di origine glaciale, ma deve la sua origine ad azioni di alterazione chimica e fisica, con conseguente disfacimento del macigno, ed all’azione di neve e venti. Sembra sia alimentato dalle acque piovane, dalla fusione delle nevi e da una falda ubicata sotto il monte Cupolino (questo fatto spiega l’impermeabilità del terreno). L’origine della sua alimentazione, ritenuta nei secoli passati misteriosa ed ancora discussa, è stata oggetto di studio fin dal 1700.
Sulle sponde del lago si trova il rifugio Duca Degli Abruzzi (della sezione CAI di Bologna).
Il rifugio fu inaugurato il 30 giugno 1878 grazie all’iniziativa congiunta del Cai di Firenze e di quello di Bologna ed è il più antico rifugio dell’Appennino Tosco Emiliano. Il 23 agosto fu nuovamente ricostruito e dedicato al principe Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi. A causa del clima, guerra, e atti vandalici il rifugio fu riedificato per ben tre volte, il 17 settembre 1911, il 29 agosto 1926 e nell’estate del 1965, quando fu costruito in lamiera dipinta di giallo. Il 30 settembre 2001 è stato inaugurato il nuovo rifugio Duca degli Abruzzi, in muratura.
Per chi non vuole mangiare al sacco sulle rive del lago e sui prati circostanti, è possibile pranzare al rifugio
Dopo pranzo, l’escursione prosegue tornando indietro sul sentiero E1, passando davanti al Bivacco Musiani (Cai Bologna) e poi di nuovo sullo 00 fino al Passo della Calanca dove si intercetta il sentiero n. 66 che ci riporta alla Doganaccia.
DATI TECNICI
Percorso ad anello senza particolari esposizioni e/o difficoltà tecniche degne di nota.
Dislivello: 500 m D+ 500 m D-
Tempo netto 4 ore circa, escluso le soste
Difficoltà: E
Lunghezza: 11 km
Pranzo al sacco (o chi vuole al rifugio Duca Degli Abruzzi) Prezzario Rifugio consultabile dal seguente link
Portare almeno 1,5 litri di acqua, NON sono presenti fontane lungo il percorso
Ritrovo ore 8:00 parcheggio di Viale Luporini (Lucca). Posizione dal seguente link
L’arrivo alla Doganaccia (dove inizierà l’escursione) è previsto per le 9:45 circa. Durante il viaggio in auto verso la Doganaccia sarà fatta una breve sosta per un caffè/piccola colazione.
Ritorno: ore 17:30-18:00 circa, sempre parcheggio Viale Luporini.
Trasporto auto proprie, rimborso viaggio da corrispondere direttamente all’autista.
ISCRIZIONI DAL SEGUENTE LINK
Quota NON SOCI € 15. La quota comprende: spese gestionali e assicurazione per i non soci.
Attrezzatura richiesta:
- scarponi da escursionismo con suola scolpita;
- crema solare:
- cappello:
- abbigliamento tecnico a strati (in particolare giacca antivento)
Direttori di Escursione (solo messaggi whatsapp)
Aldo – 334 2548647
Carlo – 347 8494394
Cosimo – 348 4949196
I direttori d’escursione si riservano di variare il programma in funzione di necessità contingenti e/o condizioni meteo avverse.
