13 luglio – Anello della Pania di Corfino

DOMENICA 13 LUGLIO 2025

ANELLO DELLA PANIA DI CORFINO

ESCURSIONE RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI CAUSA TEMPO AVVERSO

CONTESTO DELLA GITA

Situata nel cuore della Garfagnana, in Alta Valle del Serchio, la Pania di Corfino è una vetta calcarea di 1.603 metri che si erge isolata tra le dolci vette dell’Appennino e quelle più aspre delle Alpi Apuane. È una montagna dalle forme particolarmente suggestive, ben riconoscibile anche da lontano, e rappresenta un eccezionale punto panoramico naturale: dalla sua sommità lo sguardo spazia dalle Apuane al crinale appenninico, fino al mare.

La montagna si trova all’interno della Riserva Naturale Statale “Pania di Corfino”, istituita nel 1971, e ricade anche nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. L’area è caratterizzata da un’eccezionale biodiversità, con habitat che variano dai boschi di faggio e leccio alle praterie d’altitudine punteggiate da piante rare ed endemiche, come la peonia selvatica e alcune varietà di orchidee.

Ai piedi della montagna si trova il pittoresco borgo di Corfino, punto di partenza della nostra escursione. Il paese, a circa 850 metri di altitudine, conserva intatte le atmosfere della montagna garfagnina, con strette vie lastricate, architetture in pietra e una lunga storia che risale al Medioevo.

Curiosità: il nome “Pania” deriva probabilmente da un termine ligure o prelatino che indicava le rocce affioranti, mentre “Corfino” è legato al borgo sottostante. 

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Il percorso che proponiamo è un anello escursionistico ben segnalato, che offre una grande varietà ambientale e panoramica, attraversando boschi, radure, creste rocciose e sorgenti, con continui scorci sulla Valle del Serchio e sulle Alpi Apuane.

Partendo dal borgo, l’escursione inizia percorrendo la famosa mulattiera di Corfino, un’antica mulattiera usata dai corfinesi per recarsi all’Alpe. 

La costruzione è mirabile sia per l’incredibile solidità dei muretti a secco sia per la linea elegante e sinuosa con cui si snoda lungo la dorsale del monte. Alla bellezza del paesaggio fa però da contrappunto l’asprezza della salita, che “darà il buongiorno” a tutti i partecipanti. 

Alle spalle lasciamo le case in pietra e i terrazzamenti coltivati, inoltrandoci in un ambiente boschivo misto. Poco alla volta, la vegetazione si apre, offrendo i primi panorami suggestivi. Dopo circa quaranta minuti di impegnativo cammino veniamo ripagati. Arriviamo infatti ad una suggestiva e scoscesa pietraia abitata solo da una bellissima colonia di carpini neri che, ostinati, dimostrano le incredibili capacità di adattamento della loro specie. 

La bellezza del paesaggio è purtroppo rovinata dalla visione della Cava di Massa Sassorosso che, come un “morso”, ha aperto una evidente ferita sul lato opposto del versante rispetto a dove ci troviamo.

Proseguendo lungo il sentiero, costeggiando in alcuni tratti dei torrioni di pietra, si entra nella Riserva Naturale Statale della Pania di Corfino. Qui il bosco si fa più fitto e umido, dominato da faggi e aceri montani, che in estate offrono ombra e frescura. In questo tratto si incontra un luogo particolarmente suggestivo: la Fonte dell’Amore. La tradizione popolare attribuisce a questa fonte proprietà simboliche legate al romanticismo e alla fertilità. Qui faremo una prima breve sosta per dissetarsi.

Il sentiero prosegue quindi verso l’altopiano di Campaiana, una zona aperta con ampie radure prative, dove il paesaggio cambia ancora: si aprono scenari più larghi e si intravede già la sagoma della Pania. Raggiunto il rifugio Granaiola, si arriva alla salita finale che conduce alla vetta della Pania di Corfino (1.603 m). Da qui lo sguardo si perde in un panorama vastissimo: si dominano le Alpi Apuane a ovest, con le loro creste affilate, e l’Appennino Tosco‑Emiliano a est, con le sue cime più tondeggianti.

La discesa avviene lungo il sentiero 58, che scende inizialmente in modo deciso, attraversando la zona della Buca dei Lupi, una conca rocciosa di origine carsica, costeggiamo il rifugio Isera per arrivare alle antiche capanne di Pruno, testimonianza dell’alpeggio e della pastorizia tradizionale locale, per poi rientrare infine al borgo di Corfino, chiudendo l’anello.

Durante l’escursione ci sarà modo di soffermarci sul fenomeno della “migrazione” delle piante verso le terre alte, causato dai mutamenti climatici, individuando e toccando con mano varie specie che stanno progressivamente sempre più alzando l’altitudine del loro habitat.

DATI TECNICI

Percorso ad anello senza particolari esposizioni e/o difficoltà tecniche degne di nota.

La lunghezza del percorso (oltre 14 km) e l’entità del dislivello da affrontare, unita alle presumibili condizioni climatiche che ci aspetteranno (caldo), lo rende adatto ad escursionisti con discreto allenamento e capacità di passo. 

Dislivello: D+ 850 m D- 850 m
Tempo netto: 
5 ore ca. escluso le soste
Difficoltà E/EE
Lunghezza: 14 Km totali ca.

Pranzo al sacco
Portare almeno 2 litri di acqua, sono presenti fontane lungo il percorso

Ritrovo ore 6:45 parcheggio di Viale Luporini

Trasporto auto proprie, rimborso viaggio da corrispondere direttamente all’autista 

Quota NON SOCI € 15.
La quota comprende: spese gestionali e assicurazione per i non soci.

Attrezzatura richiesta: scarponi da escursionismo, crema solare, cappello, abbigliamento tecnico, occhiali da sole.
Iscrizioni dal seguente link

Direttori di escursione (SOLO MESSAGGI WHATSAPP)

Aldo – 334 2548647
Carlo – 347 8494394
Cosimo – 348 4949196
Marina – 328 0076402

I direttori d’escursione si riservano di variare il programma in funzione di necessità contingenti.

 

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